Vasco Rossi racconta: ‘Ero un rivoluzionario anche come DJ, li facevo ballare con De André’

A pochi mesi dalla scomparsa di Filiberto Degani, respnsabile della discoteca emiliana Snoopy, e primo ad ingaggiare il rocker, riaffiorano i ricordi del tempo del Blasco, quando Vasco Rossi muoveva i suoi primi passi nel mondo della musica come dj.

Il cantautore ha pubblicato un estratto della prossima pubblicazione "il giovane vasco - La mia favola rock", a cura di M. Mangiarotti, nel quale racconta le sue prime esperienze:

Ero già uno dei più famosi e promettenti dj della zona e non avevo nessuna intenzione di salire su un palco per cantare le mie canzoni. Lavoravo allo Snoopy di Modena, il locale più IN del circondario, dove c'erano le ragazze più belle e non c'era mai stato un dj bianco... Mi piaceva il lavoro, non i dischi che dovevo mettere: Giorgio Moroder e quello che cantava con la voce bassa, Barry White. Poi arrivò Night Fever dei Bee Gees, che non ho mai sopportato per via del falsetto che mi dà veramente fastidio, e a volte evitavo di metterla. Quando era il momento dei lenti, sceglievo i cantautori. Sempre. Li facevo ballare con De André: ero un rivoluzionario anche come dj. Tutti dischi miei, li portavo da casa”

"Per me lo Snoopy è stata una svolta epocale. Non volevo fare l’economista, non avrei potuto fare lo psicanalista perché non avevo frequentato Medicina, e fare lo psicologo o l’assistente sociale sinceramente non mi attirava moltissimo. Guardavo invece i dj e pensavo: Ti danno dei soldi, metti su dei dischi, fai divertire la gente, c’è un notevole giro di gnocca, credo sia il lavoro più bello della storia dell’umanità".

21 visualizzazioni