Trainspotting compie 25 anni: il film di Danny Boyle diventato cult grazie alla colonna sonora

Monologhi e dialoghi brillanti, montaggio sincopato, una colonna sonora indimenticabile e Ewan McGregor. Sono solo alcuni degli ingredienti che hanno permesso a "Trainspotting" di superare la prova del tempo e imporsi come icona della cinematografia britannica e non solo. A 25 anni di distanza il film di Danny Boyle rivive ancora.

Tratto dal romanzo omonimo di Irvine Welsh, segue le vite di un gruppo di tossicodipendenti nella Edimburgo degli Anni Novanta. Mark "Rent Boy" (Ewan McGregor), Begbie (Robert Carlyle), Sick Boy (Jonathan Lee Miller), Spud (Ewen Bremner) e Tommy (Kevin McKidd) hanno deciso di voltare volontariamente le spalle al futuro grigio e borghese, preferendo perdersi nell'eroina.

Trainspotting è uno dei film più musicali di sempre. Nonostante gli argomenti trattati siano altri, la musica ha un ruolo costante e fondamentale nel condire quasi ogni frame del film, e non solo grazie ad una colonna sonora che ha fatto la storia. Se Iggy Pop e la sua carriera risorsero letteralmente dopo la pubblicazione del film (registrò il videoclip di Lust For Life del 1977 solo dopo l'uscita della pellicola nel 1996) sono i riferimenti nascosti e visuali a renderlo inconsciamente familiare a tutti gli appassionati di musica degli anni '60 e 70.

Trainspotting ha il grande pregio di avere una delle colonne sonore più varie, alternative e ben strutturate del cinema anni '90, dando uno spaccato della cultura e della società attraverso giganti del rock e della musica alternative come, Lou Reed, gli Underworld e i Blur. L'unico brano originale composto appositamente per il film proveniva proprio dalla band di Damon Albarn. Il frontman registrò il brano Closet Romantic esclusivamente per il lungometraggio diretto da Danny Boyle.





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